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Il Manuale

     

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Parte 1
STRUTTURA FONDAMENTALE DELL'ELABORATORE


La memoria centrale di un calcolatore (CM - Central Memory) è quella nella quale sono collocati i byte, sui quali vengono effettuate operazioni di scrittura e lettura da parte della CPU. La memoria centrale è detta memoria RAM [13] (Random Access Memory cioè memoria ad accesso casuale [14])

è una memoria VOLATILE non è un luogo di immagazzinamento dei dati; questo significa che l'informazione ivi registrata viene perduta all'atto dell'interruzione della alimentazione elettrica [15].


Il salvataggio dei dati avviene invece sulle MEMORIE DI MASSA [16]. La memoria di massa svolge il ruolo di archivio di informazioni (programmi e dati); quando necessario, una parte delle informazioni viene spostata nella memoria centrale per essere elaborata e quindi riportata nella memoria di massa.

I supporti per le memorie di massa si possono poi dividere in 4 grandi categorie, in relazione al tipo di memoria e al tipo di apparecchiatura meccanica che il supporto di registrazione richiede:

1. Dischi magnetici
Sono dischi sui quali la memorizzazione dei dati avviene magnetizzando la superficie, tramite un'apposita testina di lettura/scrittura. Sullo stesso disco i dati possono essere scritti, cancellati e riscritti per un numero indefinito di volte senza logorare il supporto. I dischi magnetici sono volatili per natura, un forte campo magnetico è sufficiente a cancellarne l'intero contenuto in pochi istanti, per questo motivo vanno tenuti distanti dalle fonti di campo, come trasformatori di potenza o grosse calamite.
L'hard disk, il disco fisso del computer sul quale risiedono i dati (che passano poi alla RAM una volta che vengono utilizzati) ed il floppy disk, sono le cosiddette memorie SRAM (Semi-Random Access Memory, memorie ad accesso semi-casuale)

DISCHI MAGNETICI REMOVIBILI: Floppy. Sono i comuni dischetti, possono contenere fino a 1,44 MByte (dei vecchi modelli, ormai fuori commercio, potevano contenere solo 720 KB). Sono caratterizzati da una velocità di lettura/scrittura molto bassa rispetto a quella degli altri dischi. Il foro in basso a sinistra serve per proteggere il disco da scrittura nel caso si volessero preservare dei dati importanti da cancellazioni accidentali; quando il foro è scoperchiato il disco è protetto da scrittura, quando il foro è coperto il disco è nuovamente scrivibile. Tutti i supporti magnetici estraibili possiedono un meccanismo di protezione simile a questo.


DISCHI MAGNETICI REMOVIBILI: Zip. Somigliano ai dischetti floppy ma sono un po' più grandi e la forma è un po' diversa. Esistono da 100 e 250 MByte e necessitano di un drive apposito, diverso da quello dei floppy.

DISCHI MAGNETICI FISSI:Hard disk [17]. Sono dischi contenuti all'interno del computer e non sono normalmente estraibili né visibili dall'esterno. I primi modelli avevano una capacità di pochi MByte, i modelli oggi in commercio arrivano fino da alcune decine di GByte, ma escono continuamente modelli nuovi di capacità sempre maggiore. Gli hard disk vengono realizzati secondo 2 diverse tecnologie: EIDE (Enhanced Integrated Drive Electronics) e SCSI (Small Computer Systems Interface); questi ultimi sono più veloci, ma costano anche un po' più degli altri (oltretutto richiedono la scheda montata sul computer, mentre i dischi EIDE si connettono direttamente alla scheda madre).

2. Dischi ottici

Sono dischi su cui la memorizzazione dei dati avviene "bruciando" con un laser la superficie, che da lucida diviene così opaca. Normalmente i dati scritti su un disco ottico non possono più essere cancellati, esistono tuttavia dei dischi particolari (CD riscrivibili) che consentono la cancellazione e la riscrittura per un numero comunque limitato di volte (ad ogni cancellazione la superficie tende a deteriorarsi sempre di più finché non diventa inutilizzabile). E' poi possibile, tramite un'unità chiamata "masterizzatore" rendere un CD, che nasce come unità di sola lettura, un disco scrivibile.
I dischi ottici sono divisibili in due tipi: da un lato i WORM, Write Once Read Many, sui quali è possibile scrivere una sola volta ma leggere molteplici volte (come il CD-ROM), dall'altro quelli riscrivibili, che possono essere cioè più volte utilizzati, cioè i dischi magneto-ottici.

CD-ROM (Compact Disk) [18]: sono esattamente gli stessi CD usati per la musica, la sigla ROM (Read Only Memory) indica il fatto che i dati, una volta scritti su CD, sono indelebili e potranno essere soltanto letti. La capacità tipica è di 650 MByte (che nei CD audio corrisponde a 74 minuti di registrazione), ma esistono anche modelli leggermente più capienti.La scrittura su CD è sempre un'operazione piuttosto complessa e delicata in quanto deve avvenire seguendo un ritmo costante e senza interruzioni. Se, per qualunque motivo, il flusso di dati durante la scrittura rimane bloccato, il CD è da buttare e bisogna ricominciare tutto da capo con uno nuovo.

DVD (Digital Versatile Disk): Esteriormente sono in tutto simili ai CD-ROM, ma possono contenere da 9 a 17 GByte (cioè fino a 25 volte la capacità di un normale CD). Sono usati da alcuni anni soprattutto per i film digitali, tuttavia possono benissimo contenere anche i normali dati come i CD-ROM. Per leggere i DVD occorre un lettore CD appropriato (i normali drive per CD non sono in grado di farlo). Il lettore DVD è invece sempre in grado di leggere anche i normali CD-ROM.

3. Dischi magneto-ottici
Sono dischi a supporto magnetico, su cui però la scrittura dei dati può avvenire solo dopo un forte riscaldamento della superficie con un fascio laser. A temperatura ambiente i dischi magneto-ottici non sono sensibili ai campi magnetici e questo li mette al riparo dalle cancellazioni accidentali. I dischi magneto-ottici esistono in numerosi modelli, con capacità che arriva fino ad alcuni GByte, e richiedono la presenza di un apposito drive. Furono messi in commercio nella seconda metà degli anni '80, prima dell'avvento dei CD-ROM, ma non hanno mai preso campo, sia per il costo eccessivo (soprattutto del drive), sia per la contemporanea affermazione degli hard disk e dei CD. Rimangono in uso solo in alcuni sistemi dove è richiesto il frequente salvataggio di una grande quantità di dati in condizioni di sicurezza, come unità di backup.

MOD (Magneto Optical Disk), o semplicemente "MO": ne esistono di tre misure: 3,5' (come i floppy), 5,25' e 12'. La capacità cresce con le dimensioni.L'uso di questi dischetti estraibili è piuttosto raro, in genere i dischi magneto-ottici vengono impiegati in batterie di dischi interni (tipo hard disk), che possono arrivare a sfiorare la capacità di 1 TeraByte.

4. Nastri magnetici
Vengono usati dagli amministratori di grandi sistemi di computer per creare periodicamente copie (backup) del contenuto degli hard disk, in modo da salvare i dati qualora se ne guastasse uno. La lettura/scrittura è però molto lenta (può richiedere alcune ore). Sono unità sequenziali in quanto i dati vanno letti o scritti in sequenza (non sono possibili operazioni di selezione di una porzione predefinita). Possiedono la cosiddetta memoria SAM (Sequential Access Memory).

DAT (Digital Audio Tape): Può contenere alcune decine di GByte. Il nome deriva dall'utilizzo originario del supporto, usato negli studi di registrazione professionali per l'audio digitale di alta qualità.

C.-D. Unità di controllo

La CPU Central Processing Unit (CPU) o processore è il cuore del calcolatore, cioè l'unità di calcolo, la componente che esegue le istruzioni dei vari programmi e sovrintende al funzionamento dell'intera macchina. È il processore che esegue tutti i calcoli, gestisce il trasferimento di dati attraverso la memoria e i dischi e attiva/disattiva i componenti della macchina.

Il processore è caratterizzato da un proprio linguaggio macchina attraverso il quale si esprimono i programmi memorizzati; accede quindi alla memoria, interpreta le istruzioni in linguaggio macchina e provvede alla loro esecuzione.
Diremo che la CPU è capace di modificare lo stato di alcuni bit basandosi sullo stato di altri, cioè esegue delle operazioni.

La CPU a sua volta è costuituita da:
- la ALU (Arithmetic-Logic Unit, cioè unità aritmetico-logica) che gestisce le operazioni matematiche e gli operatori logici o booleiani (AND, OR, NOT).
- la CU (Central Unit, cioè unità di controllo) che coordina le operazioni della ALU sulla base di un'organizzazione programmata con le unità di I/O, il Clock (orologio) e la CM (Central Memory).

Diremo che la ALU riceve dalla CU delle istruzioni sottoforma di operazioni da compiere e di sequenze di byte. La CU regola il flusso dei byte che entrano ed escono dalla ALU. Ad ogni scatto del clock la CU fornisce un'istruzione alla ALU. La ALU "trova" le sequenze di byte nella CM, nella quale sono collocati appunto i byte sui quali vengono effettuate operazioni di scrittura e lettura da parte della CPU.

Il ritmo di lavoro del processore è cadenzato da un segnale elettrico (detto clock) generato internamente al computer e costituito da rapidissimi impulsi che si ripetono centinaia di milioni di volte per secondo. La velocità del clock [19] (e quindi del processore) si misura in MegaHertz (MHz, ovvero milioni di impulsi per secondo) o, recentemente, in GigaHertz (GHz, miliardi di impulsi per secondo). I processori più potenti attualmente in commercio per computer assemblati funzionano a 1,7 GHz, ciò significa che sono in grado di compiere quasi 2 miliardi di operazioni elementari ogni secondo; comunque escono di continuo processori sempre più veloci.

1:Scheda audio
2:Controller SCSI
3:Modem ISDN
4:Scheda Video
5:CPU
6:Ram
7: Scheda Madre

Talvolta nei computer di marca il processore è direttamente integrato sulla scheda madre, ma di solito viene tenuto come componente separato per dare all'acquirente la possibilità di sceglierne la potenza. È quasi sempre nascosto sotto un dissipatore di calore o sotto una piccola ventola di raffreddamento.

Oggi i processori più diffusi fra i PC sono quelli della famiglia Pentium (e Celeron) della Intel e i processori della AMD.

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[13] La ram è disposta in banchi che possono avere tagli diversi (16, 32, 64,128,256 Mb). Attualmente esistono due formati diversi (e completamente incompatibili tra loro) di ram: le SDRAM e le Rambus. Le prime è possibile usarle nella stragrande maggioranza dei sistemi, mentre le seconde sono disponibili solo per le CPU di Intel e su schede madri (cfr. più avanti nel testo) che ne permettono l'utilizzo. Le Rambus si trovano in moduli RIMM, le SDRAM in moduli DIMM.

[14] Se diamo ad un computer il comando di eseguire un determinato programma, questo viene letto dal disco e caricato nella memoria RAM. La proprietà "casuale" della memoria RAM viene fuori quando inizia l'esecuzione del programma.
Tutti i programmi sono composti da vari spezzoni, ognuno dedicato ad un'attività diversa. Ci sarà uno spezzone per la visualizzazione su schermo, un altro per l'elaborazione del testo, altri ancora per l'effettuazione di calcoli o la creazione di grafici. Ogni spezzone è stato caricato in memoria l'uno dopo l'altro senza suddivisione, ma in una parte apposita del programma sono "dichiarate" le lunghezze dei vari spezzoni.
Quando si verifica il bisogno di uno spezzone, il computer non è costretto a leggersi tutto il programma dall'inizio alla fine. Sapendo dove inizia il programma e la lunghezza dei vari spezzoni, è semplice andare direttamente a leggere nel punto giusto. Né conta se quel programma è stato registrato in una parte od in un'altra della memoria. "Casuale", in questo caso, è contrapposto a "sequenziale" e vuol dire semplicemente che si può andare a leggere una qualsiasi posizione di memoria.

[15] Un caratteristica che distingue la memoria RAM dalle memorie di massa o statiche (cfr. nel testo) è la grandissima velocità di accesso e scrittura.

[16] Rispetto al modello Von Neumann possono considerarsi della unita di I/O.

[17] Le caratteristiche principali che determinano un hard disk sono:
Rpm: giri al minuto dei dischi. Ovviamente maggiore è il regime di rotazione dei piatti dell'hd, maggiori le prestazioni del disco.
Tempo di accesso: questo è un dato molto importante che infuisce pesantementi sulle prestazioni reali del disco: indica l'intervallo di tempo che l'hd impiega a fornire ciò che la cpu richiede dal momento della richiesta. E' molto importante nell'uso normale quando sono tante le applicazioni e i task che sta svolgendo il sistema operativo, in quanto il disco è costretto a "saltare" da una zona e l'altra dei piatti per soddisfare le richieste. Ovviamente, più basso è questo valore, meglio è.
Interfaccia: si possono distinguere 2 categorie "principali" di interfaccie: EIDE e SCSI; è bene ricordare che gli hd scsi sono più performanti rispetto a quelli eide e notevolmente più costosi. Per quanto riguarda l'interfaccia EIDE esistono 3 diversi protocolli che si sono avvicendati in questi ultimi anni: UDMA33, UDMA66 e UDMA100; come è facile intuire il nome denota la massima velocità di trasferimento raggiungibile. Queste cifre però non devono trarre in inganno: i dischi udma 66 o udma 100 non garantiscono un flusso di dati a 66 o 1000 megabyte al secondo: picchi elevati di velocità che sfruttano appieno questi standard si hanno solo quando il trasferimento riguarda dati già presenti nel buffer; in questi casi con hd udma 100 si raggiungono picchi di 90 mb/s, ma la media è comunque notevolmente inferiore. Gli hd SCII sono decisamente una soluzione "professionale": attualmente un'utente medio non ha la necessità di avere a disposizione "tanta potenza"; l'uso di questo tipo di periferiche è indicato solo per i professionisti della grafica che gestiscono immagini di notevoli dimensioni o scene 3d particolarmente complesse e quindi ingombranti, per chi fa editing video digitale e sui server che devono gestire una notevole quantità di richieste (server web in primis quindi). Un hd e un controller scsi riescono a garantire un flusso di dati più "stabile", un tempo di accesso inferiore e (forse sopratutto) un impatto in termini di occupazione del processore minore. Purtroppo oltre al maggior costo dei dischi, bisogna aggiungere il costo del necessario controller, tutt'altro che trascurabile.
Buffer: la memoria "tampone" dell'hard disk: se un dato è già stato letto dal disco e viene richiesto nuovamente dalla cpu, questo viene letto direttamente nel buffer che è MOLTO più veloce del disco stesso. I dischi attuali solitamente sono dotati da 2 a 4 mega di buffer.

[18] Assieme ai CD-Rom devono essere menzionati anche i masterizzatori. Per queste periferiche valgono le stesse conclusioni fatte per gli hard disk riguardanti il tempo di accesso e per il buffer anche se qualche parola in più è necessario spenderla per i masterizzatori: il buffer è importantissimo per evitare il cosidetto buffer-underrun, cioè lo svuotamento del buffer. Ciò avviene quando il sistema non è in grado di fornire un flusso di dati sufficentemente elevato al masterizzatore che quindi rovina il cd in scrittura. Recentemente però sono comparsi i primi masterrizzatori Burn-proof i quali non avendo bisogno di scrivere continuamente sul CD, possono continuare a masterizzare anche a seguito di un buffer under-run. A differenza degli hard disk, masterizzatori e cdrom scsi non hanno costi così elevati da essere proibitivi per l'utente "medio"; inoltre i controller scsi con requisisti sufficenti per cdrom e masterizzatori non hanno un costo elevato.

[19] La frequenza di clock è infatti il parametro che caratterizza la velocità del processore

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