| Agostino "La città di Dio" |
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"Cerchiamo ora, se volete, nella grande massa di dèi venerati dai Romani a quale o a quali essi pensano specificamente dovuta l'estensione e la conservazione del loro impero. [.] Invece non bastò a quegli uomini, bramosi di una moltitudine di dèi e di prostituire la loro misera anima ad una turba di demoni, sdegnosi invece del casto abbraccio dell'unico vero Dio. Ed ecco Proserpina posta al governo del frumento in germe, il dio Noduto delle giunture e dei nodi degli steli, la dea Volutina degli involucri dei gusci. All'aprirsi dei gusci, per schiudere la spiga, ecco la dea Patelana, mentre al momento in cui nelle nuove messi le spighe si pareggiano presiede la dea Ostilina, dall'antico verbo hostire per 'pareggiare. " Agostino , La città di Dio, traduzione e cura di Carlo Carena , Torino, Einaudi , Parigi, Gallimard, 1992
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