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*Adolescente (sing. femm.): 1 occorrenza in Poesie
disperse e inedite, nel sottotitolo o didascalia degli Accordi (Sensi
e fantasmi di una adolescente), serie di poesie composte tra il
1916 e il 1920, pubblicate su «Primo tempo» nel '22 insieme con Riviere,
ma poi escluse dagli Ossi in volume, a causa del «senso generale» e
dell'«ingenua pretesa di imitare gli strumenti musicali».[1]
*Adolescente (sing.
masc.): 1 occorrenza, in Ossi di seppia: «Rammento l'acre filtro
che porgeste / allo smarrito adolescente, o rive», Riviere vv.
18-19, OV p. 99;
*Adolescenza: 2 occorrenze, in Satura: «Uscito
appena dall'adolescenza / per metà della vita fui gettato /
nelle stalle di Augìa», Botta e risposta I ii vv. 1-3, OV p.
277; e in Poesie disperse e inedite: «Anch'io sovente nella
mia rustica / adolescenza levantina», Lettera levantina (1923)
vv. 60-61, OV p. 774;
*Fanciulla: 2 occ. (esclusa quella
dal Quaderno di traduzioni): nelle Occasioni: «Forse
nel guizzo argenteo della trota / controcorrente / torni anche tu al
mio piede fanciulla morta / Aretusa», L'estate vv. 5-8,
OV p. 169; e in Diario del '71 e del '72: «Ma allora non ti
ricordai, ero giovane / e mi credevo padrone della mia sorte
/ [.] Potevo / chiedere allora del tuo pensionato, / vederne uscire
le fanciulle in fila, / trovare un tuo pensiero di quando eri
/ viva e non t'ho pensato. [.]», Il lago di Annecy vv. 4-5 e
9-13, OV p. 438 (ove registriamo anche un'occorrenza di *Giovane che
aggiungiamo al successivo elenco).
*Fanciullo: 1 occ. nel Quaderno
di traduzioni (che escludo) e 11 negli Ossi: Falsetto v.
29, OV p. 12 (ma ci tornerò); Caffè a Rapallo v. 16 ed Epigramma v.
1, OV pp. 15-16; Ma dove cercare la tromba. v. 3, OV p. 22; La
farandola dei fanciulli sul greto. v. 1, OV p. 43; «io che sognava
rapirti / le salmastre parole / in cui natura ed arte si confondono,
/ per gridar meglio la mia malinconia / di fanciullo invecchiato
che non doveva pensare», Potessi almeno costringere. (Mediterraneo VIII)
vv. 6-10, OV p. 58; Flussi vv. 1, 22, 28, OV p. 74; «[.]
Penso allora / alle tacite offerte che sostengono / le case dei viventi;
al cuore che abdica / perché rida un fanciullo inconsapevole», Crisalide vv.
77-80, OV p. 87; « □Erano questi, riviere, i voti del fanciullo antico
/ che accanto ad una rósa balaustrata / lentamente moriva sorridendo», Riviere vv.
34-37, OV p. 102 (il quale segue l'occ. di uno 'smarrito adolescente' citata supra).
*Giovane (agg.):
1 occ. nella Bufera («Giovane stelo tu crescevi; e io
al rezzo / delle tregue spiavo il tuo piumare», Anniversario vv.
7-8, OV p. 264), 3 in Satura («una zuffa di piume soffici, due
becchi giovani / arditi e inoffensivi», Xenia II 12 vv.
7-8, OV p. 308; «[.] e intanto tu eri fuggita / con un buon topo d'acqua
di me più pronto / e ahimè tanto più giovane. [.]», Tardivo
ricettore di neologismi. vv. 5-7, OV p. 389; e Due prose veneziane
I v. 28, OV p. 391), 2 nel Diario del '71 e del '72 («Fu
quello il nostro lago, poche spanne d'acqua, / due vite troppo giovani per
essere vecchie, / e troppo vecchie per sentirsi giovani», Sorapis,
40 anni fa vv. 23-25)[2] e 3 nel Quaderno di traduzioni.
*Giovane (sing.
masc.): 2 occ. ancora nelle traduzioni, mentre le restanti 5 tutte
collocate nel Montale 'vecchio': in Satura (Xenia I 13
v. 1, OV p. 293); nel Diario del '71 e '72 («Tuorli d'un
solo uovo entrano i giovani / nelle palestre della vita», Il
negativo vv. 1-2, OV p. 419, insieme con quella citata dianzi);
nel Quaderno di quattro anni («Hic manebimus se vi piace non
proprio / ottimamente ma il meglio sarebbe troppo simile / alla morte
(e questa piace solo ai giovani)», Al mare (o quasi) vv.
30-32, OV p. 603); e in Altri versi (Una visitatrice v.
5, OV p. 682).
*Giovinetto (agg.): 2 occ., e specificamente
1 negli Ossi di seppia: «e che il tuo aspetto s'insinua nella
mia memoria grigia / schietto come la cima d'una giovinetta palma.», Ripenso
il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida. vv. 11-12, OV p.
30; e 1 in una lirica già menzionata delle Occasioni: «L'ombra
crociata del gheppio pare ignota / ai giovinetti arbusti quando
rade fugace», L'estate vv. 1-2, OV p. 169. Da ultimo i due astratti:
*Gioventù:
5 occ., di cui almeno 4 eloquenti per le circostanze semantiche: nella Bufera («Il
canto delle strigi, quando un'iride / con intermessi palpiti si stinge,
/ i gemiti e i sospiri / di gioventù, l'errore che recinge /
le tempie e il vago orror dei cedri smossi», Nel sonno vv. 1-5,
OV p. 192); nel Diario del '71 e del '72 («[.] Ma ero pazzo
/ e non di te, pazzo di gioventù, / pazzo della stagione più ridicola
/ della vita. [.]», Annetta vv. 31-34, OV p. 490; e «Scoprimmo
allora che cos'è l'età. / Non ha nulla a che fare col tempo, è qualcosa
che dice / che ci fa dire siamo qui, è un miracolo / che non si può ripetere.
Al confronto / la gioventù è il più vile degli inganni», ancora Sorapis,
40 anni fa vv.26-30, OV p. 502); e nel Quaderno di quattro anni (in Oltre
il breve recinto di fildiferro v. 9, OV p. 617).
*Giovinezza:
7 occ., dalle quali escludiamo la prima (da Falsetto, per cui
ampiamente infra) e le 2 del Quaderno di traduzioni;
ne restano 4, così disposte: 1 in Ossi di seppia («forse il
nostro cammino a non tócche radure ci addurrà / dove mormori eterna
l'acqua di giovinezza», Noi non sappiamo quale sortiremo. vv.
3-5, OV p. 56); 1 in Poesie disperse edite e inedite, ancora
dalla serie giovanile degli Accordi («Stamane, mia giovinezza,
/ una fanfara in te squilla, / voce di bronzo che immilla / l'eco,
o disperde la brezza»), Ottoni vv. 1-4, OV p. 772); 2 nel Quaderno
di quattro anni (in L'educazione intellettuale v.
8, OV p. 511 e in Morgana v. 1, OV p. 625).
Note
[1] Così Montale stesso in una lettera a Spagnoletti
dell'agosto
1960: cfr. OV pp. 865 e 1166-1167. Qui e nel séguito i corsivi sono miei,
se non diversamente segnalato.
[2] Savoca registra la seconda occ., al v. 25, nella categoria 'sostantivo
sing. masc.' (qui evidentemente flessa al plur.: cfr. G. Savoca, Vocabolario
della poesia., cit., p. 429), il che mi pare dubbio; si leggerebbe,
in tal caso: due vite troppo giovani per essere vecchie e troppo vecchie
per sentirsi dei giovani, con tournure grammaticale sforzata.
Meglio senz'altro intendere, riconoscendo il soggetto sottinteso: due
vite troppo giovani per essere vecchie e troppo vecchie per sentirsi [vite] giovani.
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