| Ezra Pound (1885-1972) |
| Poeta statunitense.
Dopo una giovinezza errabonda, si trasferì nel 1908 in Europa:
Venezia, Parigi, Londra le principali tappe del suo apprendistato
umano e artistico. Stabilitosi a Rapallo nel 1925, vi restò
fino al '45, quando la polizia lo arrestò con l'accusa di collaborazionismo
verso il regime fascista per aver pronunciato alla radio italiana
alcuni discorsi antiamericani. Condotto in un campo di lavoro presso
Pisa, vi scrisse i Canti pisani; trasferito in un manicomio criminale
di Washington, vi restò dodici anni, fino a quando non venne
liberato anche per l'interessamento di intellettuali e amici. Ritornato
in Italia, vi restò fino alla morte. Influenzato inizialmente
dalla poesia provenzale e stilnovista, strinse amicizia con i più
importanti letterati anglosassoni: Joyce, Yeats, Cummings, Eliot (che
aiutò molto ai suoi esordi). Partecipò a numerosi movimenti
poetici e fu strenuo agitatore culturale. Di tutte queste esperienze
porta traccia la sua poesia, insieme alla conoscenza della cultura
e dell'antica poesia cinese e giapponese. L'opera di Pound si è
venuta identificando, a partire dal 1919, con i Cantos, nei quali
egli ha fatto confluire, secondo un disegno grandiosamente unitario,
tutte le proprie composizioni. I Cantos, opera fondamentale della poesia moderna, sono una sorta di ambiziosa storia dell'umanità svolta attorno a un singolare filo conduttore: l'idea che la radice d'ogni male nasca dalla pratica dell'usura e dalla creazione quattrocentesca delle banche. Nella stesura del poema, Pound ha assunto via via come modello dominante quello della Commedia dantesca, fino a squadernare un oscuro profetismo negli ultimi Cantos, anche per l'adozione di procedimenti poetici sempre più ellittici (alcuni Cantos sono costituiti interamente di citazioni e ideogrammi), che tuttavia ne rendono ulteriormente affascinante la lettura. |