| Dante Alighieri Convivio, I, III 3 ss |
| Poi che fu piacere de li cittadini de la bellissima
e famosissima figlia di Roma, Fiorenza, di gittarmi fuori del suo
dolce seno- nel quale nato e nutrito fui fino al colmo de la vita
mia, e nel quale, con buna pace di quella, desidero con tutto lo cuore
di riposare l'animo stancato e terminare lo tempo che m'è dato-, per
le parti quasi tutte a le quali questa lingua si stende, peregrino,
quasi mendicando, sono andato, mostrando contro mia voglia la piaga
de la fortuna, che suole ingiustamente al piagato molte volte essere
imputata. Veramente io sono stato legno sanza vela e sanza governo,
portato a diversi porti e foci e liti dal vento secco che vapora la
dolorosa povertade; e sono apparito a li occhi a molti che forsechè
per alcuna fama in altra forma m'aveano imaginato, nel conspetto de'
quali non solamente mia persona invilio, ma di minor pregio si fece
ogni opera, sì già fatta, come quella che fosse a fare. |