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Hard core. Il nocciolo duro della transcodificazione
Le storie si spogliano e si rivestono, mutano e migrano in una rete sincronica di mediatori.
All’interno delle maglie di questa rete sincronica, cosa resta uguale, e cosa si perde?
Gli elementi della storia che rimangono stabili dopo il passaggio transcodificante fra romanzo e fumetto (e cinema) sono solitamente tre: il problema, i personaggi e l’ambientazione.
Per problema intendo il seme da cui nasce la trama. Senza un problema, piccolo o grande, interiore o esteriore, pubblico o privato, la trama non c’è. E non ci sono nemmeno le sottotrame, generate da problemi che il narratore pone in secondo piano. L’etimo, i rami e il tronco della trama possono evolversi diversamente secondo il differente terriccio mediatico in cui il problematico seme è stato sepolto. Ma il seme in sé non può patire modifiche, al prezzo di mutare radicalmente storia.
Ugualmente le coordinate spaziali e temporali che creano l’ambientazione: quel momento, da qualche parte. Pochissimi grandi possono permettersi un’ambientazione alternativa[19].
Nessuno spettatore sopporta poi personaggi straniati nel teletrasporto fra il fumetto e il romanzo. Un personaggio è la sintesi dinamica della treccia della sua storia con le sue caratteristiche con il suo obiettivo. Modificare una di queste tre ciocche significa straniare il personaggio, tradire il lettore, ignorare l’autore.
Un breve inquadramento del romanzo grafico potrà esserci utile nelle prossime tappe, anche se nell’era della complessità fluida è difficile definire cosa sia propriamente un romanzo a fumetti (graphic novel).
Proviamo ad abbozzare (schizzandole) tre caratteristiche, desumendole dal confronto con il fumetto seriale - Tex, per intenderci.
I. Il graphic novel è creato con gli stessi strumenti specifici del fumetto seriale, le vignette e i balloon, ma non è un fumetto seriale, in quanto non esce a regolare scadenza nelle edicole. Ha la cadenza editoriale dei romanzi, e infatti si acquista anche in libreria.
II. Spesso, ma non sempre, disegnatore e sceneggiatore coincidono nella stessa persona, a differenza della quasi totalità dei fumetti seriali, frutto di un largo lavoro d’équipe fra supervisore, sceneggiatore, soggettista, disegnatore, inchiostratore, colorista, curatore del lettering - per limitarci alle professioni che hanno un contatto diretto con la storia.
III. Il romanzo grafico inoltre ha un inizio e - soprattutto - una fine ben definiti, a differenza delle testate seriali che, sia in Italia che in America, faticano a spegnersi, o a mutare. La morte di Capitan America non preclude mai il suo ritorno, e lo smascheramento dell’Uomo Ragno avrà conseguenze sempre riparabili, creando un’epica - una mitologia? - con motivazioni simili a quelle dell’epica cavalleresca rinascimentale - o addirittura omerica (e diversa concretizzazione artistica: dall’esametro e l’ottava all’onomatopea e al balloon).
Anagraficamente, i primi romanzi a fumetti italiani sono quelli di Hugo Pratt, che nel 1967 pubblicò La ballata del mare salato, capostipite delle avventure di Corto Maltese, ma il termine graphic novel venne utilizzato per la prima volta per (auto)definire Contratto con Dio di Will Eisner, nel 1978.
Nella sovrabbondanza artistico-mediatica che contraddistingue i nostri decenni il romanzo grafico spintona per farsi notare. Nella metamorfosi fra romanzo e fumetto, fra fumetto e cinema, fra cinema e romanzo, è l’acuta genialità degli autori a rendere imprescindibile il passaggio attraverso il graphic.
Il romanzo a fumetti è lento. Permette un approfondimento che al cinema spesso non è possibile avere.
Il romanzo a fumetti è dinamico. Permette un’agilità di lettura che alla letteratura è intrinsecamente negata.
La sintesi di parola e immagine, permette di applicare entrambe le chiavi di lettura del cinema e della letteratura al romanzo a fumetti (regia, montaggio, narratore, ritmo, filosofia, filologia…)
Conclude Tiziano Sclavi, intervistato da A. Neri:
«È una cosa che forse in America - da quel che so io - è meno sentita, per cui la canzone è poesia cantata, viene considerata poesia cantata. I fumetti nuovi, le graphic novels, sono considerati romanzi, come dice la parola stessa: romanzi per immagini. Però da noi non c’è ancora questa evoluzione. Io spero che ci sia prima o poi»[20].
Esempi mutaforma
Proseguo la mia intrusione nel magma narrativo fra romanzo, fumetti e graphic novel applicando l’introduzione fin qui dipanata a tre esempi: il primo classico, il secondo per eccesso, il terzo in divenire.
1. Un classico: Sharaz-De di Sergio Toppi.
2. Per eccesso: 300 fra Erodoto e F. Miller, fra F. Miller e Z. Snyder, fra Z. Snyder e L. Ortolani.
3. In divenire: Caffè Hal di Marco Truzzi, Matteo e Francesco De Benedittis.
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