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Data di pubblicazione
17 giugno 2009


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2. 300 x 3
Il cult è una forma d’arte che ha la caratteristica di interessare (anche se, volendo, per motivi diversi) ogni fascia culturale del pubblico a cui si rivolge: dagli adolescenti ai professori[26].
Una sorta di opera d’arte trasversale, a cui tutti riconoscono validità.
Così è per 300.
Come Toppi ha riletto Le Mille e una Notte e ha scritto Sharaz De, così Frank Miller ha riletto le Storie di Erodoto e ha scritto 300.
La vicenda è la nota battaglia delle Termopili, in cui trecento spartani guidati dal re Leonida rallentarono - prima di soccombere - l’esercito persiano approfittando di uno stretto valico, ove la superiorità numerica persiana veniva derubricata.
Dopo venticinque secoli e a mezzo globo di distanza, in che modo Frank Miller trasforma un’opera letteraria - un resoconto storico - in un fumetto?

I. L’exemplum dalle Storie alle tavole
Erodoto intitola la sezione delle Storie dedicata a questo avvenimento La battaglia delle Termopili, mentre Miller intitola la sua opera 300.
Il titolo di Erodoto si centra sull’evento, quello di Miller sugli eroi.
Già solo questa differenza è sufficiente per comprendere con che occhio Miller ha letto Erodoto.
Erodoto voleva lasciare una cronaca, mentre l’autore americano vuole raccontare una storia esemplare: Leonida e i suoi trecento guerrieri sono il modello che propone ai suoi lettori.
La lettura di Miller è centrata su Leonida, e per questo sceglie nel testo di Erodoto solo ciò che parla degli spartani o di avvenimenti a loro direttamente connessi, tralasciando tutto ciò che potrebbe distrarre dalla loro centralità.
Ad esempio viene ignorata la figura dell’informatore greco al servizio di Serse Demarato, che pure poteva avere un interessante ruolo narrativo.
Anche la rassegna delle armate (par. 202 e 203) viene rinarrata in modo da essere funzionale alla forza spartana:

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F. Miller, L. Varley, 300, Roma, MagicPress, 2006, non numerate.

Così come le feste Carnee (par. 206). Da semplice notazione strategico-sociale erodotea diventa l’occasione, in mano a Miller, per dimostrare la forza di Leonida, che impone il suo volere non solo ai suoi nemici, ma anche di fronte alla divinità. A questo proposito è interessante notare come Miller, oltre ad una sostanziale attenzione al testo erodoteo, si sia preso anche alcune libertà storiche, ad esempio assegnando agli efori il ruolo di sacerdoti corrotti e viziosi, mentre in realtà avevano compiti esecutivi e giudiziari, più che religiosi.
Alcune cose vengono piegate al punto di vista di Miller, quelle non utili alla sua visione vengono ignorate.
Ma di fianco a ciò che viene ignorato o “riletto” troviamo però una grande precisione in ciò che viene mantenuto.
Le battaglie, ad esempio, sono mantenute precisamente nello stesso ordine tramandato da Erodoto: prima attaccano i Medi (209), poi gli Immortali (211), e infine c’è l’ultima battaglia, derivante dal tradimento di Efialte (213, 218).
Non solo. Oltre alla macrostruttura del racconto, vengono mantenuti anche i dettagli.
Ad esempio questo secondario passaggio erodoteo:
«Questi uomini sono venuti a combattere contro di noi per il passo e ci si stanno preparando. Hanno infatti una regola che vuole così: allorquando si apprestino a mettere a rischio la propria vita si ornano la testa.»
diventa questa tavola:

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E anche l’unica battuta che era possibile trarre dal testo originale viene inserita. Così:

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Frank Miller ha riletto Erodoto in modo attento e personale, spremendo dalle Storie tutto ciò che poteva per raccontare dei suoi “marines” spartani.
Ma la fama di 300 esplode nel marzo 2007, nove anni dopo la sua prima pubblicazione (1998), quando esce nelle sale il film ispirato a questo fumetto.
In che modo il regista Zack Snyder rilegge l’opera di Miller?

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Formazione e Didattica Il Bollettino del '900 Informatica Umanistica I percorsi di Griselda Online

Matteo De Benedittis, Arte Mutante. La metamorfosi da e verso il romanzo a fumetti, "Griseldaonline", n. VIII (2008-2009).

[26] Si potrebbe anche riflettere sulla validità didattica di tali opere che già intrinsecamente interessano sia chi sta di qua che chi sta di là dalla cattedra.

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