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Federica Visani
La figura dellAltro
nelle commedie musicali di Grigorij Aleksandrov
Vrag ne dremlet!
[1]
Grigorij
Aleksandrov è lautore di quattro
commedie musicali, Veselye rebjata
(1934), Cirk (1936), Volga Volga
(1938) e Svetlyj put (1940),
girate a distanza di due anni luna
dallaltra, quasi a voler scandire
il ritmo
dellepoca. I suoi film sembrano
raccogliere la sfida del Realismo Socialista:
mostrare la verità della vita,
verità che non corrispondeva però alla realtà
dei fatti, come parrebbe al contrario suggerire
lo stesso termine realismo.
La realtà mostrata sugli schermi altro non
era se non lideale di vita in nome
del quale i cittadini erano chiamati a lottare,
presentato però come già esistente. Canzoni
leggere, melodie facilmente cantabili e
dai ritmi ottimistici accompagnano le immagini
cinematografiche della Patria felice, gloriosa
e invincibile, popolata da uomini simili
a bogatyri (eroi), forti e coraggiosi,
abili e di grande valore morale. Un concentrato
di mitologie per proteggere il popolo dalle
contraddizioni della realtà, inculcandogli
il mito della felicità di stato e della
gioia di vivere in un paese perfetto come
lURSS. Eppure, questo quadro così
idilliaco era insidiato dalla figura di
un personaggio negativo, una sorta di elemento
ideologicamente estraneo al sistema sovietico,
a seconda del contesto sociale capace di
assumere spoglie diverse. LAltro.
Nella cultura sovietica degli
anni 30 il testo culturale dellAltro
svolge un ruolo chiave, permettendo la definizione
della stessa identità sovietica. Nel termine
di definizione è insito il concetto
di circoscrizione dello spazio, di creazione
di un limite oltre il quale si situa il
non-io, tutto ciò che è diverso
da un punto di vista etnico, sociale, linguistico,
culturale. La propria identità acquisisce
cioè spessore e chiarezza attraverso un
procedimento di confronto e di negazione,
stabilendo cosa non si è rispetto ad un
altro gruppo culturale. In altri termini,
stabilendo in primo luogo che cosè
lAlterità e quali sono le sue peculiarità.
Le commedie di Aleksandrov costituiscono
un materiale privilegiato: rappresentano
un esempio macroscopico di come lideologia
sovietica avesse precocemente intuito il
potentissimo impatto mediatico del cinema.
La creazione di unopposizione ideologica
fra lidentità sovietica e ciò che
sovietico non era, rappresenta un modello
strutturale fondante. Questo modello è chiaramente
rintracciabile nella serie di commedie qui
prese in considerazione. In queste pellicole
la natura dellAlterità prende corpo
attraverso la raffigurazione e la messa
in scena di un certo numero di tipi sociali.
Si vedrà inoltre come la mitologia ufficiale
sovietica degli anni Trenta procedesse attraverso
la presentazione di alcuni fondamentali
blocchi di dicotomie: la Grande Famiglia
sovietica, sicura nella sua Patria/fortezza,
contro le forze oscure che lottano per impedire
la costruzione del mondo nuovo; la frontiera
spaziale che oppone un dentro
ad un fuori; infine la barriera
temporale che vede contrapposti il prima
ed il dopo rispetto alle nuove
regole sovietiche.
LAltro: il nepman
[2]
Nella cultura sovietica dei
primi anni 30 fra le realizzazioni
più produttive del modello di Altro spicca
la figura del nepman. La Grande Svolta
staliniana, in effetti, era tale rispetto
ad un passato da denigrare ed annientare:
lepoca della Nep.
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| Fig. 1. Locandina del
film Veselye rebjata |
Nel film Veselye
rebjata (Ragazzi allegri) G. Aleksandrov
ci fornisce un ritratto dei nepmany nel
momento del loro declino, quando le nuove
leve sovietiche si sostituiscono a loro
come classe trainante della società. Ci
troviamo in una località alla moda sul Mar
Nero. In unelegante spiaggia assolata,
fra palme, fiori e frutti esotici si pavoneggiano
ricche borghesi moscovite. Costosi abiti
alla moda, cappelli stravaganti, strascichi,
piume di struzzo e gioielli, ombrelli parasole
e barboncini imbellettati sono accessori
indispensabili alla loro immagine, simboli
inequivocabili di appartenenza ad un milieu
elevato che a spontaneità e semplicità predilige
teatralità e finzione. Larrivo del
celebre artista Costa Franchini suscita
stupore e ammirazione presso la folla del
beau monde moscovita, dalla quale
si staglia la bella Elena. Benché lei non
sappia esattamente chi sia Costa Franchini,
compositore o direttore dorchestra,
né tanto meno quale sia il suo aspetto,
le sonorità straniere del suo nome sono
sufficienti ad attirare la sua attenzione,
e il suo abbigliamento ad identificarlo:
«Eccolo là! Nella vestaglia di fattura estera!»
[3] , grida Elena alla madre. Lesterofilia
di Elena si percepisce chiaramente anche
in un altro episodio del film. Durante la
serata organizzata in onore di Costa Franchini,
in risposta ad un giudizio di apprezzamento
a proposito di un animale impagliato, Elena
afferma che «Allestero li fanno meglio»
[4] . Uno dei tratti che caratterizzano
la figura del nepman è infatti la
sua propensione verso tutto ciò che porta
il marchio di prodotto allestero,
ossia verso le lusinghe del mondo capitalista,
particolare che denota non solo debolezza
morale e scarso attaccamento alla patria,
ma anche disprezzo e incapacità di apprezzare
ciò che viene offerto dal nuovo corso sovietico.
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| Fig. 2. Elena, immagine
tratta dal film Veselye rebjata |
Tuttavia è soprattutto laspetto
esteriore di Elena a tradire la sua natura
di Altro. Elena è il cosiddetto tipo
artistico, protagonista delle copertine
di riviste come Iskusstvo kino (Larte
cinematografica) e Iskusstvo odevatsja
(Larte di vestire) durante gli
anni 20 o delle pubblicità depoca
pre-rivoluzionaria. Elena è una donna elegante,
dai modi raffinati, dai gesti teatrali e
studiati. Il viso è leggermente affaticato,
dai tratti fini, ma sottolineati, gli occhi
sono grandi e accentuati dal trucco, le
sopracciglia sottili e le labbra risaltate
dal rossetto. Il taglio di capelli è dobbligo
corto, con una piccola frangetta sul lato
a mettere in risalto il collo lungo e sottile.
Ogni dettaglio della sua persona contribuisce
a costituire un tipo di bellezza hollywoodiana
che contrasta nettamente con quella di Anjuta,
la sua domestica.
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| Fig. 3. Anjuta insieme
al pastore Kostja, immagine tratta dal
film Veselye rebjata |
Anjuta ed Elena costituiscono
infatti una coppia di opposti Eroe-Antieroe
che si ripeterà immutata nei restanti film
di G. Aleksandrov, determinandone anche
lintreccio come contrapposizione fra
lEroe di origine popolare, simbolo
del nuovo corso, e lAntieroe
appartenente invece al vecchio
mondo. Le differenze fra le due donne iniziano
dai loro nomi propri e proseguono con laspetto
fisico e caratteriale. Luna, Elena,
è sempre chiamata con la forma piena del
nome; laltra, Anjuta, con il vezzeggiativo
di forma dialettale di Anna. Se Elena è
la ricca bellezza alloccidentale,
Anjuta incarna il modello della tipica bellezza
russa di campagna: capelli biondi, raccolti
in trecce, occhi azzurri, vestita di abiti
semplici. Energia, modestia, bontà, coraggio
sono qualità che la contraddistinguono e
che sin dallinizio lasciano presagire
il futuro luminoso che lattende, nonostante
sia una semplice cameriera. Il contrasto
maggiore fra Anjuta ed Elena riguarda proprio
i loro destini, dei quali ci racconta il
film: due vicende parallele di donne diverse,
una appartenente alla storia sovietica,
laltra invece marginale e destinata
ad esserne esclusa, in quanto oramai estranea.
Elena si definisce cantante, eppure è totalmente
priva di talento. Seduta al pianoforte nella
sua sontuosa dimora moscovita, la bruna
Elena tenta invano di intonare una scala
musicale, nutrendo le corde vocali con uova
fresche. Lultimo uovo, e ultimo tentativo
di riuscita sfumato in un ennesimo fallimento,
è contrastato dalla voce bellissima della
bionda Anjuta. Se in Crimea, lontano dal
centro del potere sovietico, Anjuta nascondeva
il suo talento, temendo di mostrarlo ad
Elena, una volta a Mosca capisce di non
dovere più nascondere nulla. Per Elena è
la sconfitta totale, per Anjuta la vittoria.
Elena, con ambizioni da cantante professionista,
frequenta il teatro Boloj come
spettatrice; Anjuta, nella scena finale
del film, è la primadonna di uno spettacolo
musicale messo in piedi da artisti dilettanti.
Lattacco non è diretto solo al mondo
della Nep e ai suoi rappresentanti, descritti
come individui altezzosi, sprezzanti nei
confronti del popolo e completamente privi
di talento. Nel mirino della satira cè
soprattutto lidea di classicismo in
arte, di cui la Nep, in quanto appartenente
al mondo del Passato, è portatrice. Non
è infatti un caso se gli interni delle case
borghesi sono in pomposo stile classico,
con colonne, archi e copie di statue celebri,
pur essendo, tuttavia, oggetto di continua
profanazione. Da parte del pastore Kostja
e della sua mandria, che inavvertitamente
nello spostarsi urta, distruggendoli, busti
e statue. E da parte della stessa Elena
che, utilizzando il naso del busto di Mozart
per rompere le uova, segna lei stessa, portatrice
di cultura classica, la fine di tale cultura,
trasformando la figura del compositore in
un banale oggetto di utilità quotidiana.
La nuova arte sovietica è dissacratoria
nei confronti dellarte del passato,
incomprensibile alle masse, e proclama larte
popolare, prodotta dal popolo semplice attraverso
il recupero di motivi e ritmi del folklore,
come unica forma possibile darte.
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| Fig. 4. Locandina del
film Svetlyj put' |
Lo stesso binomio Eroe-Antieroe
ricorre nel film Svetlyj
put (Il cammino luminoso),
nelle figure dellumile domestica Tanja
e della sua padrona Anna Sergeevna.
Anna Sergeevna è proprietaria di un alberghetto,
il Malyj Grand Otel, in una
tranquilla cittadina della remota provincia
russa. Il nome dellalbergo, Piccolo
Grand Hotel, suggerisce ambizioni
Grand Hotel - da metropoli elegante
e raffinata, però non realizzate - Piccolo
- riflettendo in un certo senso la figura
della sua proprietaria, piccola
gran dama.
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| Fig. 5. Anna Sergeevna,
immagine tratta dal film Svetlyj
put' |
Anna Sergeevna è una donna
dallaspetto ricercato. Gioielli, abiti
costosi, pizzi e merletti stonano tuttavia
con la modesta cittadina di provincia in
cui vive e che si sta progressivamente adattando
ai nuovi ritmi sovietici. Si atteggia da
donna di mondo, sogna leleganza di
Mosca e del teatro Boloj, ma
in realtà è una persona sgraziata, di cattivi
sentimenti, che nutre profondo disprezzo
e allo stesso tempo invidia per gli umili.
A differenza di quanto avviene con Elena
in Veselye rebjata, il conflitto
fra eroe e antieroe non riguarda la questione
del talento, ma ruota attorno alla figura
di un giovane e affascinante ingegnere moscovita
del quale si innamorano entrambe. Anna Sergeevna
sembra essere una pericolosa rivale in amore
per Tanja. Tuttavia si rivelerà una concorrente
innocua. Sarà ovviamente Tanja, divenuta
operaia modello e Cenerentola sovietica,
a fare breccia nel cuore dellingegnere,
a sua volta Principe Azzurro sovietico.
Invece Anna Sergeevna, la rivale appartenente
oramai al passato, è destinata a soccombere
attraverso la derisione da parte dei due
eroi.
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