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Tema n.11:
Clizia veronese

Usando lo pseudonimo “Clizia veronese,” Gerardo Boldiero, nobile veronese, pubblicò una versione in rima della storia di Giulietta e Romeo poco prima della pubblicazione delle prime tre parti delle Novelle del Bandello. Secondo questa versione, la morte di Giulia avviene in modo più violento:

Giulia colma di duolo, di rabbia accesa,
Di morir ferma, con languido e fioco
Gemer s’accinge a così orrenda impresa.
Volge i sanguigni lumi a scieglier loco
Ove la morte non le sia contesa;
E seno a sen congiunto, e faccia a faccia
Col morto sposo suo, stretto l’abbraccia.

Mentre accoppiar i baci ultimi finge,
Ed al frate tuttor le spalle volta,
Il suo Romeo con la sinistra cinge,
E tutta in sè tien l’anima raccolta;
Con l’altra man chiude le labbra, e stringe
Le nari sì, ch’indi allo spirto tolta
La via di star per troppo spirto in vita,
Scoppia; e dà insieme al duol fine e alla vita.

(L’infelice amore dei due fedelissimi amanti Giulia e Romeo, scritto in ottava rima da Clizia nobile veronese ad Ardeo suo, in Giulietta e Romeo. Novella storica di Luigi da Porto di Vicenza, edizione XVII, colle varianti fra le due primitive stampe venete; aggiuntavi la Novella di Matteo Bandello su lo stesso argomento, il Poemetto di Clizia veronese, ed altre antiche poesie; col corredo d’illustrazioni storiche e bibliografiche per cura di Alessandro Torri; e con sei tavole in rame, Pisa, coi tipi dei fratelli Nistri ecc., 1831, 4.31-21, p. 193).

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