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Indice

Tema n.12:

Ai confini del corpo

medietà
Ecco alcune delle numerose affermazioni dello Pseudoaristotele a proposito del valore della medietà: «il viso non deve essere né piccolo né grande, per questo la via di mezzo sarà quella giusta; […] perché un individuo abbia buone qualità i suoi occhi non devono essere né piccoli né grandi. […] né sporgenti né infossati, per questo la posizione intermedia sarà la migliore. […] non bisogna essere né troppo pelosi né glabri; la via di mezzo è la migliore. […] la persona più capace di portare a compimento i propri proponimenti, e sempre all’erta, deve essere di corporatura media. […] gli individui ben proporzionati saranno giusti e coraggiosi».
(Aristotele, Fisiognomica, Milano, Bompiani, 2007, pp. 193, 195, 199, 205).

angolo facciale
Studio sulle modificazioni dell’angolo facciale proposto da P. Camper, Dissertation physique sur les différences réelles que présentent les traits du visage chez les hommes de différents pays et des différents âges, Utrecht, Wild e Altheer, 1791, tav. 1 e tav. 2

Cesare Lombroso
Ebreo, veronese di nascita (nel 1835), studia medicina a Pavia, Padova e Vienna, diviene medico militare nella seconda guerra di indipendenza (1859) e poi nelle compagne contro il brigantaggio in Calabria; insegna quindi a Pavia, mentre fa anche il medico nel reparto psichiatrico dell’ospedale della città; tra il 1870 e il 1871 dirige il Manicomio di Pesaro e infine diviene professore di Medicina legale all’università di Torino (1876). Il periodo di maggiore successo giunge a fine secolo quando la sua fama diviene europea, riesce a meritare anche la cattedra di Psichiatria, si impegna in politica tra i socialisti e fonda a Torino il museo di antropologia criminale (recentemente riaperto). Nel primo decennio del Novecento (muore nel 1909) lentamente è forse il declino: Lombroso resta un punto di riferimento importante, ma anche molto contestato per l’eccessivo determinismo biologico

circostanze
Lombroso pare convinto che l’effetto congiunto del clima e delle circostanze «si sommi e non si sottragga» a quello dell’eredità biologica (intesa in senso lamarckiano): «Se qualcuno obiettasse che le trasformazioni dell’uomo nero in giallo e in bianco non erano possibili perché la perdurante barbarie dei popoli melanici, dei bechuani, dei boscimani, dei papua ci dimostra esservi un limite imposto allo sviluppo delle razze inferiori, noi risponderemmo che ciò è vero soltanto finché le razze inferiori restano nelle medesime condizioni di clima e di circostanze: ma queste una volta cangiate, anche ad esse è dato salire di grado, come vedemmo appunto succedere dei semiti e precisamente, purtroppo, come razze superiori per uguali ragioni son costrette a discendere».
(C. Lombroso, L’uomo bianco e l’uomo di colore. Letture sull’origine e la varietà delle razze umane (1871), Bologna, Archetipolibri, 2012, p. 118).

sineddoche
Figura retorica che istituisce un rapporto di quantità tra due termini, di cui quello più ristretto viene adottato per indicare quello più ampio (o viceversa). Nel caso di Lombroso, il cranio prognato è sineddoche particolarizzante per l’uomo di colore.

ipotiposi
Descrizione caratterizzata da tanta ricchezza di particolari da dare l’impressione di avere dinanzi agli occhi ciò che viene rappresentato con le parole.

interiezioni, automatismi, onomatopee
L’interiezione è una parte invariabile del discorso che esprime un moto improvviso dell’animo (ad esempio oh!, ahi!); l’automatismo consiste nella ripetizione dei suoni (ad esempio ma-ma, pa-pa); l’onomatopea è la riproduzione di un suono extralinguistico attraverso le parole (ad esempio tonf).

eteroimmagine
Termine usato dagli studiosi di imagologia (campo di studio della comparatistica letteraria) per indicare una rappresentazione stereotipata, generalmente in senso negativo, di un’etnia, una nazione, una cultura, proposta da un’altra etnia, nazione, cultura che riserva per sé l’autoimmagine positiva (in questo caso, considerandosi dei modelli, i bianchi rappresentano i neri in modo negativo).

bianchi
Così, ad esempio, Lombroso descrive il cranio degli europei nel segno della giusta misura: «Il cranio dell'europeo si distingue per una stupenda armonia delle forme: esso non è troppo lungo, né troppo rotondo, né troppo appuntito o piramidale. Nella sua fronte, piana, vasta, eretta sul viso, si legge a chiare note la forza e il predominio del pensiero; gli zigomi o pomelli del viso non sono troppo distanti, e la mascella non sporge molto all'infuori: onde è ch'esso s'intitola ortognato».
(C. Lombroso, L’uomo bianco e l’uomo di colore. Letture sull’origine e la varietà delle razze umane (1871), Bologna, Archetipolibri, 2012, p. 14).

climax
Figura retorica con cui i termini del discorso vengono disposti in ordine di intensità semantica crescente: in questo caso la gradazione prevede neri, ebrei o gialli, bianchi, yankee.

Teresa Gambardella
Teresa Gambardella, dodicenne, nacque da montanari su quel di Salerno, sani, robusti, poco sviluppati nel pelo e nella barba, dotati di cute bianchissima; ha fratelli poco barbuti. Piccola, della statura di 1 metro e 30, essa presenta una cute oscura, dal 30 al 54 della scala di Broca, più al volto, meno alle mani; è coperta di peli nerissimi e lucidi, di una lunghezza di 15 mil[limetri] agli arti, all'addome, più lunghi al dorso e più folti agli arti superiori che agli inferiori, lunghi e folti al pudendo, sparsi appena spiccati alla faccia come in un giovanotto sedicenne. Questi peli, che cadono in primavera ed autunno, si fecero più radi agli arti inferiori dopo il prolungato uso della calzatura. Ma il fenomeno più curioso è l’impianto del capello, nero ed abbondante in tutta la regione frontale, sicché si viene a confondere con le sopracciglia, da cui si distingue soltanto per la direzione diversa impressa ai peli dal muscolo sopraccigliare: in questo punto la cute è anche più oscura e più ispessita; e quando il capello non le venga raso, dà luogo ad eczemi e a continua prurigine. Il cranio è piccolo, microcefalico (circonfer[enza] 480 millimetri). La faccia, o piuttosto il muso, è sporgente come nei negri, l'iride è nera, la spina nasale è appena accennata, il naso è camuso con le pinne a base triangolare come nelle scimmie e nei cretini; ed appunto come in essi le labbra tumide, sporgenti; larghissima la bocca (60 mill[imetri]); i denti irregolari, essendo 5 gli incisivi in luogo di 4, e due dei molari inferiori presentando una forma quasi globulare e senza smalto. La lingua sporge dalla bocca 6 cent[imetri] ed è così mobile da poter presentare la base ove è il dorso. La branca ascendente della mascella inferiore è così sviluppata in lunghezza ed altezza e sporge tanto all'avanti che impedisce ai denti incisivi della mascella superiore di coincidere con quelli della inferiore. Le orecchie sono lunghe e piantate sì al basso che la loro estremità inferiore arriva quasi all’angolo della mascella. Le mammelle sono appena sviluppate come nella incipiente pubertà. Gli arti sono abbastanza regolari ma, appunto come nei negri, l'avambraccio è più lungo del normale in confronto dell'omero: posteriormente, poi, essa presenta una vera steatopigia come nelle ottentotte. Brutale anche nell'intelletto, come nel corpo, questa strana ragazza schifa gli abiti, gli ornamenti, i balocchi; non riesce in sei mesi che ad apprendere due lettere dell’alfabeto; senza ombra di pudore, si rotola nuda per terra e, se non sia sorvegliata, commette gli atti più osceni che la mente possa immaginare; vorace, in ispecie di zucchero, non misura il cibo alla sua attività digerente. Anche qui abbiamo una regressione che ci ricondurrebbe più in là dell'orango e del gorilla: poiché solo i quadrumani portano, e non tutti, la fronte coperta da pelo; solo in alcuni di essi, semnopiteci ad esempio, la femmina è pelosa come il maschio. Questa regressione si spiega per un arresto fetale, come l’anomalia cerebellare del Villella, sendo appunto a 6 mesi il nostro feto, così maschio che femmina, coperto di pelo negli arti e nella fronte.
(C. Lombroso, L’uomo bianco e l’uomo di colore. Letture sull’origine e la varietà delle razze umane (1871), Bologna, Archetipolibri, 2012, pp. 87-89).

tatuaggio
Al significato antropologico del tatuaggio Lombroso dedica un intero capitolo sin dalla prima edizione di L’uomo delinquente studiato in rapporto all’antropologia, alla medicina legale ed alle discipline carcerarie (1876), Bologna, il Mulino, 2011, pp. 103-124. Con particolare riferimento alle donne criminali ed alle prostitute cfr. C. Lombroso, G. Ferrero, La donna delinquente, la prostituta e la donna normale (1893), Varese, et al./edizioni, 2009, pp. 375-381.

fisiognomica
Sulla fisiognomica si possono leggere F. Caroli, Storia della fisiognomica. Arte e psicologia da Leonardo a Freud, Milano, Electa, 2012, per le intersezioni con le arti visive; G. Gurisatti, Dizionario fisiognomico, Macerata, Quodlibet, 2006, per gli aspetti filosofici; L. Rodler, Leggere il corpo. Dalla fisiognomica alle neuroscienze, Bologna, Archetipolibri, 2009, per il riferimento alla trattatistica.

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