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Anno 2015
Tema n.15

Paura

Call for papers

Lo storico americano Tony Judt ha intuito l'inizio di un cambiamento
epocale della nostra società. Siamo entrati in un'epoca di insicurezza: economica, fisica e politica. Il fatto che ne siamo in gran parte inconsapevoli, così scrive, non è di grande conforto. L'insicurezza genera paura. E la paura – paura del cambiamento, paura del declino, paura degli
estranei e di un mondo a cui non siamo abituati – corrode la fiducia e la
dipendenza reciproca su cui si fondano le società civili (Guasto è il mondo, 2010)
Che cos'è la paura? Da dove nasce? Dove ci conduce? Può salvare
l'uomo dai suoi azzardi o lo trattiene, al contrario, dal raggiungere vette
sublimi («ove per poco il cor non si spaura»), scoprire nuovi risultati,
comporre capolavori altrimenti impensabili?
La paura è generata dall'immaginazione, appunta Kapuściński, il
quale nei suoi innumerevoli viaggi sperimenta il pericolo della conoscenza
dell'altro. Ma è proprio e sempre così, oppure talvolta può avvenire che
l'immaginazione aiuti a traguardare le proprie paure? Il solo pensiero di
un'esperienza dolorosa, avvertiva Dante Alighieri a suo tempo, «rinova
la paura» (Inf. I, 6), anche se quell'esperienza «di sospiri, pianti e alti
guai» (Inf. III, 22) è poi stata attraversata. A volte le nostre paure ci hanno
preservato da un grosso guaio o da una sofferenza maggiore. Manzoni
ha immaginato la resa di don Abbondio di fronte all'intimidazione di
due farabutti, inventando uno dei personaggi italiani più colpevolmente
pusillanimi.
La paura del cambiamento può essere distruttivo: il terrorismo può
distruggere democrazie stabili, il cambiamento climatico può avere
conseguenze gravissime sul nostro ecosistema, la libertà intellettuale
può rappresentare un rischio molto serio. Ma, come aveva detto Alexis
de Tocqueville, anche questa emozione incontrollabile di difesa può
nascondere un pericolo ancora più grande: «non posso non temere – scrive
de Tocqueville – che gli uomini giungano al punto di vedere ogni nuova
teoria come un pericolo, ogni innovazione come un turbamento noioso,
ogni progresso sociale come un passo verso una rivoluzione e che rifiutino
interamente di muoversi».
«Griseldaonline» n. 15 (2015) invita a riflettere su come le arti abbiano
contribuito a rispondere a queste domande. Nella sezione didattica, si
attendono percorsi che sappiano affrontare il problema attraverso una
galleria testuale innovativa e avvincente.

Per sottoporre i vostri saggi sull'argomento a «Griseldaonline», scrivere a:

info@griseldaonline.it



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